lunedì 25 settembre 2017

AZIENDA AGRICOLA “CANTARUTTI ALFIERI”, A SAN GIOVANNI AL NATISONE (UD), GRANDI VINI FATTI CON ESPERIENZA E AMORE.




Il ProgettoFriuli Colli Orientali” nasce dalla volontà delle Aziende Vitivinicole, della Zona di Corno di Rosazzo, di creare un’entità in grado di perorare le straordinarie peculiarità storiche, culturali e tradizionali del loro Territorio
Oltre, naturalmente, a promuovere le produzioni e le attività economico/ricettive connesse.

La zona compresa nella denominazione “Friuli Colli Orientali” è quella della fascia collinare a est della Provincia di Udine, a ridosso del confine con la Slovenia
I Comuni rientranti nell’area sono quattordici: Tarcento, Nimis, Pavoletto, Attimis, Faedis, Torreano, Cividale del Friuli, San Pietro al Natisone, Prepotto, Premariacco, Buttrio, Manzano, Corno di Rosazzo e San Giovanni al Natisone.

Il terreno è composto da alternanze di marna (argilla calcarea) e arenaria (sabbia calcificata); il clima mitigato dalla presenza delle Prealpi Giulie è influenzato beneficamente dal mare Adriatico.
Una magnifica campagna ricca di terreni terrazzati e con un microclima favorevole che agevola una Viticoltura altamente qualificata
Più di 2000 ettari di vigne. 

In questa Terra la coltivazione delle Viti, e la produzione di Vino, risale ai Celti che qui stanziavano i Epoca Preromana; successivamente furono proprio i Romani che, a partire dal 180 a.C., iniziarono a svilupparla.

Assolutamente meritata, pertanto, la nascita, in anni a noi molto vicini, della “Denominazione di Origine Controllata Friuli Colli Orientali”. 
Una Denominazione che, in Italia, annovera al suo interno il maggior numero di Vitigni Autoctoni.  

In questo splendido contesto, nel 1969, Alfieri Cantarutti (Classe 1937), noto industriale nel campo delle vernici, decise, con grande lungimiranza, di investire su queste colline, non ancora famose, della sua terra natia. 

Inizialmente furono acquisiti, nel Comune di San Giovanni al Natisone, la Casa e alcuni ettari intorno: nacque cosi l’Azienda AgricolaCantarutti Alfieri”.  
Negli anni successivi molto fu fatto, con sacrificio e passione, in lavori di sistemazione e ampliamento dell’Azienda.

Da anni, poi, l’Azienda Cantarutti è condotta, con mano esperta, dalla straordinaria e super attiva Antonella Cantarutti, figlia di Alfieri, e da suo marito il grande esperto e appassionato viticoltore Fabrizio Ceccotti.

Anche il loro figlio, Rodolfo (classe 1988), ha intrapreso, con molto profitto, una carriera legata a doppio filo con la sua terra, laureandosi in viticultura ed enologia all’Università di Udine
Oggi Rodolfo, da professore, insegna nei “corsi per la sicurezza agricola” e, appena può, corre a Casa per rendersi utile nella sua Azienda.

Bello e panoramico l’edificio principale dell’Azienda che è ubicato su una dolce collina, all’interno della quale è stata ricavata anche la grande e fascinosa Cantina.
Oggi l’AziendaCantarutti Alfieri”, con i suoi 54 ettari, produce con la massima attenzione e cura circa 70.000 selezionatissime bottiglie, una produzione che negli anni si è quasi dimezzata per favorire un’eccezionale qualità.

Vengono prodotti “Vini Bianchi e Rossi D.O.C. Friuli Colli Orientali”, “Vini Bianchi e Rossi della D.O.C. Friuli Grave” (una Zona a cavallo tra le Province di Pordenone e Udine), le Bollicine (Spumanti Metodo Classico) “Prologo di Cantalfieri” ed “Epilogo di Cantalfieri” e un Vino Dolce D.O.C.G., un vero e proprio nettare, il “Picolit”.

Ma Antonella e Fabrizio sono stati anche i primi in Italia che, nel 2005, in collaborazione con Società Americana, la Rivoira S.p.A. del Gruppo Praxair, e la consulenza enologica del Dr. Giacomo Mela, hanno messo in atto un progetto estremamente innovativo.

Un metodo particolare di vinificazione che prevede per l’uva, vendemmiata e selezionata manualmente, un percorso attraverso un tunnel di raffreddamento con l’immissione controllata di azoto liquido. 
A seguito di ciò la temperatura viene regolata intorno allo zero in modo che l’uva non congeli e quindi possa essere diraspata senza problemi. 
Tale procedimento conserva tutte le peculiarità positive del vitigno lavorato, mantenendo ed esaltando aromi e sentori. 

Un’Aziendaviva” “Cantarutti Alfieri” che vede impegnati Antonella, Fabrizio e Rodolfo nel mantenere, sempre ad alti livelli, tutta la loro produzione e a perorare anche le magnifiche peculiarità del loro Territorio.

La Famiglia Cantarutti ha anche un super accogliente Agriturismo sempre nel Comune di San Giovanni al Natisone: “Casa Shangri-La”.

Antonella Cantarutti, l’anno passato, è stata nominata Consigliere Nazionale della prestigiosa Associazione NazionaleLe Donne del Vino”.

Recentemente, con i carissimi amici Antonella Cantarutti e Fabrizio Ceccotti, venuti a trovarmi, abbiamo fatto una speciale degustazione di alcuni loro buoni Vini presso l’accogliente RistoranteLa Brasserie” di Vada (LI).

I Vini degustati: i Bianchi, Ribolla Gialla 2016, Friulano 2015, Pinot Grigio 2016, Canto 2016, Sauvignon 2015 e il Rosso, Pignolo 2008 (un Vitigno antico e prezioso del Friuli). 

La degustazione si è conclusa stappando due eccezionali Magnum di “Terre di Rosazzo - Scacco al Re - Merlot 2005”, un vino semplicemente magnifico. 
Da notare, tra i moltissimi pregi, che anche se non filtrato, a distanza di anni, in ambedue i casi, il Vino, non presentava nessuna traccia di sedimenti.

Se posso aggiungere: un Vino dal bel colore rubino, vellutato e intenso, di gran classe e di estrema eleganza, nulla da invidiare ai mitici grandi Merlot del Pomerol (la più piccola delle Denominazioni di Bordeaux in Francia).

Sono stato molto felice di trascorre alcune ore in piacevolissima compagnia di amici come Antonella e Fabrizio, ed è stato particolarmente “godurioso” assaggiare i Vini dell’AziendaCantarutti Alfieri” fatti con esperienza e amore.




Ribolla Gialla 2016, Friulano 2015, Pinot Grigio 2016

Canto 2016

Sauvignon 2015

Pignolo 2008

La Cassetta in Legno

Terre di Rosazzo - Sacco al Re Merlot 2005

Antonella Cantarutti

Dracopulos, Fabrizio Ceccotti, Antonella Cantarutti

domenica 17 settembre 2017

FINCA (TENUTA) TORREMILANOS NEL CUORE DELLA RIBERA DEL DUERO IN SPAGNA: UN AUTENTICO CHÂTEAU.




Varie sono le Zone Vitivinicole della Spagna e altrettanto varie sono le “Denominazioni”, ma possiamo sicuramente affermare che quella della “Denominación de Origen Ribera del Duero”  è  la “punta di lancia” della loro produzione.

La Comunità Autonoma (suddivisione territoriale Spagnola) di Castiglia e Leon occupa la parte settentrionale dell’Altipiano, più antico e più vasto della Penisola Iberica, la Meseta.
Il suo Territorio, il più grande di Spagna, corrisponde al più grande bacino idrografico della Spagna quello del Fiume Duero, dei suoi affluenti e dei molti laghi naturali.
Il Fiume Duero percorre per ben 572 km. in Spagna, e su 112 fa da confine con il Portogallo.

La Castiglia e Leon ha nove Province: Avila, Burgos, Leon, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria (famosa per il prezioso tartufo nero, la “Trufa Negra”), Valladolid, Zamora.
In queste Province si trova il 60% del patrimonio architettonico, artistico e storico di tutta la Spagna.

Le varie peculiarità di questo Territorio, oltre alla vastità, fanno nascere da zona a zona diversi specifici microclimi.

Nella parte meridionale Provincia di Burgos c’è la “Comarcas Ribera del Duero”.
La “comarcas” (distretto), in Spagna, è una particolare suddivisione storica dei territori rientranti sotto le Province

La Ribera del Duero è una zona prevalentemente dedita all’agricoltura, vi si pratica la pastorizia e vi si coltiva estesamente i cereali e le barbabietole, ma è soprattutto un Territorio Vitivinicolo.
Qui troviamo la D.O.C. (in SpagnoloDenominación de Origen”) Ribera del Duero che è estesa, per circa 21.000 ettari vitati, su 60 Comuni della Provincia di Burgos, 19 di Soria, 4 di Segovia e 20 di Valladolid.

La prestigiosa “Denominación de Origen Ribera del Duero” è nata 21 Luglio 1982 (nel Luglio 2017 sono trascorsi i primi 35 anni) e il “Consejo Regulador de la Denominación de Origen Ribera del Duero” ha sede nel piccolo Comune di Roa, ubicato a 820 m. s.l.m., rientrante nella denominazione.

La Zona della Denominazione è considerata il “Cuore della Ribera del Duero”.
Le sue particolari caratteristiche del terreno e del clima, che passa da nevicate copiose e vento gelido (- 18°) in inverno, a forti tempeste improvvise, a venti secchi e a un clima caldo e arido (+ 40°) in estate, creano una natura inimitabile.

Qui dal tempo della conquista Romana della “Hispania”, iniziata nel 218 a.C. e terminata nel 17 a.C., si coltiva la vite e, dal XIII Secolo, furono edificate le prime Cantine e s’iniziò a commerciare con il Vino.

Nella Ribera del Duero il Vitignorosso” (tinto) più coltivato è il Tempranillo (conosciuto anche, tra gli altri nomi, come "Cencibel", “Tinta del País” e “Tinto Fino”), ma ci sono anche Cabernet Sauvignon, Merlot, Malbec, Garnacha Tinta e l’unico bianco autorizzato l’Albillo o Blanca del País.

I Vini prodotti vengono suddivisi in:

- “Jovenes”, quelli che non passano in botte o se vi riposano per un periodo che non superi i 12 mesi;

- “Crianzas”, almeno 12 mesi in botte e l’immissione sul mercato dopo due anni di vita;

- “Reserva”, un minimo di 12 mesi in botte, l’invecchiamento deve essere di almeno 36 mesi tra botte e bottiglia prima di essere commercializzati;

- “Gran Reserva”, un minimo di 24 mesi in botte e almeno 60 mesi tra botte e bottiglia, vini di eccezionale qualità che non vengono venduti prima dei 5 anni;

- “Rosados”, le uve di questa particolare tipologia vengono fermentate senza le bucce per produrre vini più freschi da bere poco tempo dopo la vendemmia. 

Alla “Denominación de Origen Ribera del Duero” appartengono ben 249 Cantine (Bodegas).

Proprio al centro del Territorio della “Denominación de Origen Ribera del Duero” c’è la Città di Aranda del Duero.

Aranda de Duero ha origini antichissime, è attraversata dal Fime Duero e da altri due corsi d’acqua, una terra già abitata secoli prima di Cristo
Oggi è una Città molto viva, sia turisticamente sia commercialmente, con più di 30.000 abitanti.

Proprio nel Territorio del Comune in questione, c’è l’interessantissima “Finca Torremilanos” (Finca in Spagnolo significa “Tenuta”).  

La tradizione vitivinicola di quest’Azienda risale al 1903, ma il suo sviluppo parte nel 1975 quando la Famiglia Peñalba Lopez, convinta delle grandi possibilità di crescita della stessa, acquista la Tenuta.

Pablo Peñalba, immediatamente decide di aumentare gli ettari vitati fino a 200 e inizia a edificare tutte le strutture che oggi rendono “Finca Torremilanos” un vero regno dell’accoglienza di qualità.

Il cuore della Tenuta è ubicato su una collina, a poche centinaia di metri da quella “via d’acqua” che arricchisce tutta questa Regione, il Fiume Duero
Il grande caseggiato (edificato nel 1991) in stile rustico è l’Hotel (4 Stelle) Torremilanos, circondato da un bellissimo e coloratissimo giardino.  

La bella struttura offre 37 Camere Doppie, di cui 4 sono Suite, super accoglienti ed elegantemente arredate, in stile conforme all’ambiente, dotate di ogni comfort. 
Poi ci sono le grandi Sale per i ricevimenti, il Wine-Bar e il Ristorante al primo piano. 
Un Hotel che da lustro a ogni tipo di evento che può ospitare.

Ma non basta. 
Sotto l’Albergo c’è la preziosa Cantina, perché “Finca Torremilanos” è anche “Bodegas Peñalba Lopez”.

Qui con Vigneti, anche con più di 100 anni, ubicati su terreni che variano tra gli 800 e 900 metri di altezza, si producono buoni vini “Biologici”, grazie all’agricoltura sostenibile e biodinamica che viene praticata. 

Una cura attenta e speciale, per questi Vini, dalla vendemmia, all’uso di Tini in cemento a uovo, alle grandi Botti o alle Barrique di quercia (dalla tostatura media e di secondo passaggio) di provenienza Francese, Americana e Rumena.   

Bodegas Peñalba Lopez” produce soprattutto Vini Rossi ma anche un Vino Rosato, due tipi di Bollicine (Cava) e un Vino Bianco
Da sottolineare che tutti i loro Vini hanno un rapporto qualità/prezzo molto interessante.

Ho avuto la possibilità di degustare i Vini di “Bodegas Peñalba Lopez” grazie all’amico Ricardo Peñalba

Ricardo è uno dei Figli della Famiglia Peñalba Lopez ed è anche l’Enologo e il Direttore Tecnico dell’Azienda.

Tra i Vini degustati mi piace segnalarne almeno tre:

- “Torre Albéniz Reserva 2013”, Denominación de Origen Ribera del Duero, Certificato Biologico, 97% Tempranillo (Tinta del País), 3% Tempranillo Blanco (Blanca del País), 14% Vol., prodotto con uve, raccolte a mano,  provenienti da Vigneti con una età media di 80 anni, Crianza di 24 mesi in botti di quercia Francese da 225 litri. 
Un vino da colore rosso intenso, ricco di aromi  complessi (dal minerale al floreale), in bocca pieno e fresco, un vino adatto a molti abbinamenti;  

- “Torremilanos Collección 2009”, Denominación de Origen Ribera del Duero, Certificato Biologico, 100% Tempranillo, 15% Vol., prodotto solo in particolari ottime annate, una selezione di uve, raccolte a mano,  provenienti da Vigneti con una età media di 80 anni, Crianza di 30 mesi in botti di quercia Francese da 225 litri senza travaso. 
Un vino rosso rubino intenso, particolarmente potente in tutte le sue espressioni.

- “Torremilanos Reserva 1985”, Denominación de Origen Ribera del Duero, 100% Tempranillo, 14% Vol., Crianza di 24 mesi in barrique di quercia Francesi, Uve provenienti da Vigneti con una età media di 80 anni. 
Un vino rosso importante che dopo tutti questi anni (ben 32) riesce ancora a esprimere sensazioni olfattive e gustative positive.

Ho fatto una lunga chiacchierata con il bravo Ricardo Peñalba e, oltre alla sua grande preparazione vitivinicola, ho apprezzato la grande passione, per la sua Terra e per il suo Lavoro, che riusciva a trasmettermi attraverso le sue parole.

Finca Torremilanos”, della Famiglia Peñalba Lopez, una bellissima Tenuta, un vero e proprio Château, ubicata nel cuore di una delle più bella Zone Vitivinicole della Spagna, la Ribera del Duero, offre una magnifica accoglienza e una produzione di Vini molto interessanti.





La Ribera del Duero

Collección 2009 e Torre Albéniz Reserva 2013

Torremilanos Reserva 1985

Ricardo Peñalba e Giorgio Dracopulos

Il Logo

lunedì 11 settembre 2017

IL “SALOTTO DEL VINO E DEL VERDE 2017”: SERATA CON IL CIRCUITO CULTURALE ENOGASTRONOMICO “IO CUCINO IL TERRITORIO” E IL GRANDE CHEF STEFANO PINCIAROLI.




Il Sostantivo MaschileSalotto” (deriva dal termine di origine Germanico/LongobardoSala”) definisce non solo uno spazio adibito a ricevimento ma anche un piacevole “evento mondano”.  

Proprio con quest’ultimo significato, a Montecarlo, in Provincia di Lucca, durante la  “Cinquantesima Edizione della Festa del Vino di Montecarlo”, si sono svolte sette belle serate del  “Salotto del Vino e del Verde 2017”, dedicate agli abbinamenti Enogastronomici con i Vini della D.O.C. di Montecarlo.

Tutte le serate hanno avuto luogo nell’accogliente e storico contesto dell’Istituto Pellegrini Carmignani, che ha sede in Via Roma n. 3, in pieno centro a Montecarlo (LU).

Il primo appuntamento, quello di Domenica 3 Settembre 2017, aveva come filo conduttore principale il Circuito Culturale EnogastronomicoIo Cucino il Territorio”.

Il Circuito, fondato dallo bravo Chef Daniele Fagiolini, nasce da un atto d’amore nei confronti delle produzioni di qualità delle nostre Terre.

Appartengono al Circuito i migliori professionisti del Settore che sono impegnati a produrre, a trasformare, a seguire, a spiegare, a promuovere e a raccontare tutto ciò che appartiene alla straordinaria Storia Enogastronomica della magnifica Regione Toscana e anche a tutto il resto d’Italia.

In questi giorni il CircuitoIo Cucino il Territorio” ha aperto la sua Sede Toscana proprio a Montecarlo presso il “Ristorante Forassiepi”, dello Chef/Patron l’amico Antonio Pirozzi, e la serata era collegato proprio a quest’evento.

La serata, come tutte le altre successive, e stata condotta, con grande padronanza, dal bravo Giornalista Fabrizio Diolaiuti (classe 1959).

Il grande Chef Stefano Pinciaroli, del “Ristorante PS” di Cerreto Guidi (FI), ha preparato la Cena
Lo Chef e il Ristorante sono collegati al Circuito Culturale.

Ospiti, per “Io Cucino il Territorio”, il Coordinatore e conosciutissimo Giornalista Specializzato Claudio Mollo, e il sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico.

Alla Serata ha partecipato anche un altro simpaticissimo ospite, il Conduttore Televisivo e Scrittore Guido Genovesi.

La Serata si è aperta con le belle musiche suonate da un “quartetto” di Musici appartenenti alla “Società Filarmonica Giacomo Puccini” di Montecarlo.

Il Menu è stato accompagnato dai Vini del Territorio forniti dalla “Fattoria del Teso” e dalla “Azienda Agricola Wandanna”.

Dal bravo e giovane personale di Sala sono state servite le seguenti portate:

- Fantasia di Salumi del “Salumificio Artigianale D’Antraccoli” (collegato al Circuito “Io Cucino il Territorio”);

- La Mia Panzanella di ceci;

- Terrina di fegatini al Vin Santo con marmellata di cipolle rosse e croccante di pane Toscano;

- Cannelloni ripieni di anatra con scorza d’arancio disidratata e il suo fondo;

- Arrosto di scamerita con salsa di prugne e maggiorana, patate mascè e Olio Extra Vergine di Oliva fornito dall’Azienda Agricola Tenuta San Beda”.

Tutto buonissimo e lo Chef Stefano Pinciaroli è stato lungamente applaudito dalle molte persone presenti.

Il Servizio Vini è stato professionalmente eseguito dai Sommelier, della F.I.S.A.R. Delegazione di Montecarlo, Andrea Baldaccini, Marco Doroni, Francesca Pera e Fabrizio Faraca.

Durante la cena il Conduttore, Fabrizio Diolaiuti, ha simpaticamente intervistato gli ospiti:

- Il Sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, che ha raccontato i successi della “Festa del Vino di Montecarlo”;

- Fabio Tommasi del “Salumificio Artigianale D’Antraccoli” che ha illustrato, con passione, la loro produzione;

- Claudio Mollo che ha presentato il CircuitoIo Cucino il Territorio” e il nuovo legame con Montecarlo;

- Il sottoscritto, Giorgio Dracopulos, che ha raccontato alcune curiosità storiche relative ai “Salumi”;

- Guido Genovesi che ha presentato “goliardicamente” il suo ultimo interessante LibroDisconnessioni”;

- Giorgio Giovanni Bimbi, Delegato della F.I.S.A.R. Montecarlo, che ha ampiamente e dettagliatamente illustrato i Vini serviti nella Serata;

- L’Enologo Francesco Bartoletti, della Fattoria del Teso, che ha ben illustrato la produzione da lui seguita;

- Il vulcanico Titolare dell’Azienda Agricola Wandanna, Ivaldo Fantozzi, che ha intrattenuto il pubblico in un divertente “teatrino”, con il Conduttore, trattando non solo di Vino ma anche di ciò che “più brama l’universo maschile”.

La bella Serata del “Salotto del Vino e del Verde”, dedicata al Circuito Culturale EnogastronomicoIo Cucino il Territorio”, si è conclusa in un clima gioviale con la piena soddisfazione di tutti i presenti.




Il Conduttore: Fabrizio Diolaiuti

Giorgio Dracopulos e lo Chef Stefano Pinciaroli

Giorgio Dracopulos e Claudio Mollo

I Musici

I Vini in Abbinamento

Fantasia di Salumi

La Mia Panzanella di Ceci

Terrina di Fegatini

Cannelloni

Arrosto di Scamerita

Lo Chef Pinciaroli e l'Olio Extra Vergine di Oliva

I Sommelier F.I.S.A.R.

Fabrizio Diolaiuti e Guido Genovesi

Il Libro

Tutti sul Palco per i Ringraziamenti

mercoledì 6 settembre 2017

“CINQUANTESIMA EDIZIONE” DELLA “FESTA DEL VINO” A MONTECARLO DI LUCCA: IL GRANDE FASCINO DELLO STRETTO LEGAME CON IL TERRITORIO.




Montecarlo, in Provincia di Lucca, sorge su una panoramica collina, che, con i suoi 162 m. s.l.m., domina il circondario tra la Lucchesia e la Valdinievole.

Il nucleo abitativo più antico, di cui abbiamo documentazione certa, era il Borgo Contadino di “Vivinaia” che sorgeva alle pendici del colle, un’antica proprietà appartenente al Ducato della Tuscia (Ducato Longobardo dell’Italia Centrale nel VI e VII Secolo). 

Il Paese era attraversato dalla strada che collegava la Via Cassia alla Via Francigena; un tratto con intorno solo terreni vitati, e che per tale motivo prendeva il nome di “Viavinaria” (Strada del Vino).  
Nel 1331 il piccolo Borgo venne distrutto dalle milizie Fiorentine e per motivi di migliore difesa i Lucchesi ricostruirono il Paese sulla sommità della collina dove già sorgeva la possente e antica Torre del Cerruglio.

Successivamente, l’antico Borgo di Montecarlo, fu specificatamente fondato, nel 1333, da Carlo IV di Lussemburgo (Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1355 al 1378) e da ciò ne derivò anche il toponimo

Un Borgo affascinante, racchiuso da mura (lunghe circa 850 metri quasi interamente conservate) realizzate in laterizio a faccia, con  tre grandi porte e nove torri.
A partire dall’antica Torre del Cerruglio (il Mastio) ci fu, negli anni, anche l’ampliamento e la definitiva realizzazione (come oggi la possiamo vedere e visitare) della Rocca del Cerruglio, di Montecarlo, che ebbe un ruolo strategico fondamentale nelle Guerre del XIV Secolo tra Lucca, Pisa e Firenze.

Il Borgo è ricco di palazzi storici e monumenti come la Fortezza, le Mura, la Chiesa di Sant’Andrea, la Pieve di San Piero in Campo, l’Istituto Pellegrini Carmignani (già Monastero delle Suore Clarisse), la Chiesa di Sant’Anna, il Teatro dei Rassicurati, costruito nel 1795, progettato e realizzato dall’Ingegnere fiorentino Antonio Capretti.

A Montecarlo, e sulle colline limitrofe, si coltiva l’Uva da tempo immemore e, di conseguenza, si produce Vino da sempre. 
Anche se il primo documento conosciuto che certifica tutto ciò risale all’846 dopo Cristo
In esso veniva specificato che a “Vivinaia” (nomen omen) viene prodotto un “vino chiaro, vermiglio, puro e franco, di uva pigiata tre volte secondo le regole, e poi svinata”.

Con Decreto del Presidente della Repubblica del 13 Agosto 1969 nacque la “Denominazione di Origine Controllata” (D.O.C.) per il “Vino Montecarlo Bianco” con il relativo “Disciplinare di Produzione”. 
Mentre la D.O.C. per il “Montecarlo Rosso” arrivò il Primo di Ottobre del 1985
Successivamente, nel 1994, è stato aggiornato il “Disciplinare di Produzione”.

Montecarlo è la più piccola D.O.C. della Toscana, con soli 200 Ettari e 17 Produttori, una produzione di meno di un milione di bottiglie: ma è arcinoto che: “Nella Botte Piccola c’è il Vino Buono”.

Nel Novembre del 1970 si era costituito anche il “Consorzio dei Vini D.O.C. di Montecarlo” oggi presieduto dal “vulcanico” e grande appassionato Gino Fuso Carmignani.

Ai nostri giorni il ricco Territorio di Montecarlo è ben coltivato a Olivi e Viti, vi si produce Olio Extra Vergine di Oliva, Vini Bianchi e Rossi D.O.C. di qualità.

Oggi queste Terre sono attraversate dalla “Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versilia”.

Ma ancor prima di tutto ciò, nel 1968, nasceva  la primaFesta del Vino di Montecarlo”. 
Una “Sagra di Paese”, strettamente legata al Territorio, che, come ha ricordato Gino Fuso Carmignani in quei primi anni, con una volontà eroica, esprimeva tutta l’energia e la voglia di crescere dei primi produttori.

Molta strada è stata fatta da allora e proprio in quest’anno 2017 siamo giunti a una meta storica: la  “Cinquantesima Edizione della Festa del Vino di Montecarlo”.

La “Festa del Vino 2017”, che si svolge dal 31 Agosto al 10 Settembre, è stata inaugurata  con una serie di eventi del tutto eccezionali.

La Festa è stata organizzata dal Comune di Montecarlo, dal Consorzio dei Vini D.O.C., dal Centro Commerciale Naturale, dalla Federazione Coldiretti di Lucca e dalle Associazioni Sommelier A.I.S. e F.I.S.A.R., il Coordinamento e la Direzione Tecnica è di Fabio Bartolomei dell’Etruria Promo Service.

Giovedì 31 Agosto, a partire dalle ore 18, il Sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, ha sapientemente guidato il percorso dell’inaugurazione.

Prima tappa al Teatro dell’Accademia dei Rassicurati, una vera e propria accogliente  “bomboniera”, dove una “solare” e vivace conduttrice, Vania Della Bidia, ha presentato e condotto la Premiazione di uno dei Personaggi più straordinari della “Cucina Italiana” il grande Maestro e Cuoco (preferisce essere definito così) Fulvio Pierangelini che, con il suo RistoranteGambero Rosso” (Due Stelle Michelin), ha fatto la storia.

Fulvio Pierangelini è nato a Roma, l’11 Maggio del 1953
Il suo Babbo era Ingegnere e per motivi di lavoro si trasferì con la Famiglia a San Vincenzo (LI). 
Tra le passioni giovanili di Fulvio c’era la musica, il mare e la cucina che, tra le altre cose, gli veniva spontanea, dal cuore. 
Nel 1978 Fulvio si è Laureato in Scienze Politiche (con il massimo dei voti), ma durante le stagioni estive lavorava in spiaggia anche come bagnino.

A San Vincenzo, il bravo Chef Duilio Pieraccini, di Montecarlo di Lucca, aveva un Ristorante, e proprio lì andava il giovane Fulvio, per trovare, a qualsiasi ora, da mangiare. 
Un giorno, a fine stagione, causa un imprevisto, un gruppo di turisti arrivò al Ristorante all’improvviso. 
Duilio invitò Pierangelini a dare una mano in quella Cucina dove Fulvio era stato molte volte, solo a guardare perché non aveva mai potuto toccare niente. 

L’inizio con il “MontecarleseDuilio Pieraccini è sempre rimasto nel cuore di Fulvio: ecco il legame con Montecarlo

Sul Palco del Teatro dell’Accademia dei Rassicurati, per consegnare i Premi a Fulvio Pierangelini, oltre al Sindaco Vittorio Fantozzi, e alla Presentatrice Vania Della Bidia, l'Assessore alla Cultura, Turismo e Territorio Angelita Paciscopi, il Presidente Gino Fuso Carmignani e il Presidente dalla Coldiretti di Lucca Cristiano Genovali

A Fulvio è stato consegnato, tra una vera ovazione del pubblico,  dall’autore, il Pittore Montecarlese Roberto Pasquinelli, un bellissimo quadro (olio su tavola 30 x 40), che immortala una vista della collina di Montecarlo, intitolato “Serata Invernale alla Fattoria del Teso” e dall’affascinante Assessore Paciscopi, visibilmente emozionata, un piatto d’argento personalizzato.

Successivamente il Sindaco Vittorio Fantozzi, con molta simpatia (impugnando una bandierina gialla della Coldirettistile guida turistica”), ha portato tutti i presenti a un’interessantissima e dettagliata visita alla Rocca del Cerruglio.
Dalla Rocca si gode un panorama magnifico.

Dopo, usciti dalla Rocca, tutti si sono uniti in un corteo, dietro la Banda, giù fino alla Piazza d’Armi (sotto le mura) dove le Autorità presenti hanno assistito il Sindaco nel taglio del nastro per l’inizio ufficiale della Festa sotto una beneaugurante “gigantesca bottiglia di vino”.

Dopo aver fatto un giro nell’Area Feste, attrezzata per la ristorazione dai volontari, e, il Sindaco, aver dato numerose targhe alle Associazioni di Montecarlo, il corteo è risalito fino in pieno centro attraversando le strade piene di folla e stands.

C’erano anche figuranti in costume Medioevale che in questi giorni festeggiano la “Santissima Madonna del Soccorso” con una rappresentazione storica.  

In Piazza Francesco Carrara, dopo la benedizione del prelato, sono state premiate tutte le Aziende Vitivinicole della D.O.C. e si è svolto uno spettacolo con giovanissimi ballerini della Scuola di Danza di Marginone.

Successivamente il Sindaco ha guidato un folto gruppo d’invitati (circa 160 persone) da “Pierantonio all’Antico Ristorante Forassiepi” per la Cena di Gala offerta dalla Federazione Coldiretti di Lucca.

La Cena si è svolta nell’accogliente dehors del Ristorante, ubicato dinanzi al verdeggiante giardino.

Tra gli invitati autorità civili e militari, come il Prefetto di Lucca Laura Simonetti, il Presidente del Consiglio Regionale Toscano Eugenio Giani, il Procuratore della Repubblica di Lucca Pietro Suchan, il Presidente della Camera di Commercio Giorgio Bartoli, la Giunta del Comune di Montecarlo e alcuni Sindaci dei Comuni vicini, la Stampa specializzata e i Produttori di Vino oltre a moltissimi altri importanti personaggi.

Il Menu appositamente preparato dal bravo Chef/Patron Antonio Pirozzi comprendeva:

- “Entrée” - Le alici marinate al sale con burrata, su focaccia al nero di seppia e sorbetto al basilico;

- “Antipasto” - “Omaggio allo Chef Fulvio Pierangelini” - La passatina di ceci con gamberi e olio evo;

- “Antipasto” - La suprema di anatra con ananas grigliato su giardino estivo;

- “Il Primo” - Maltagliati di pasta fresca, fatti in Casa, con triglia, pomodoro datterino giallo e rosso spadellati all’origano fresco;

- “Il Secondo” - Il baccalà in olio cottura con caponatina croccante scomposta e maionese al pomodoro cuore di bue;

- "Il Dessert” - Il tortino speziato, con mandorle e noci, all’olio d’oliva con sorbetto all’uva;

- “Piccola Pasticceria della Casa” - Il croccante.  


Il Servizio Vini è stato professionalmente svolto dai Sommelier della Delegazione F.I.S.A.R. di Montecarlo (con a capo il Delegato Responsabile l’amico  Giorgio Giovanni Bimbi) e l’efficiente Brigata di Sala è stata guidata dalla brava Piera Malagoli (titolare insieme al marito Antonio del Ristorante Forassiepi).

Durante la Cena la conduttrice Vania Della Bidia ha presentato e introdotto alcuni degli ospiti presenti che hanno portato il loro contributo alla Manifestazione o alla Serata.

Il tutto è stato accompagnato dalla musica del bravo Maestro Attilio Di Giovanni e dalla deliziosa voce della Cantante Ilaria Della Bidia.

Infine, a tutti i presenti, è stata regalata una copia del bellissimo LibroMontecarlo - Castrum Pulchrum” pubblicato dal Comune di Montecarlo in occasione della ricorrenza dei 680 anni dalla costruzione del Castello.

La “Cinquantesima Edizione della Festa del Vino di Montecarlo” è iniziata molto bene con una giornata ricchissima di coinvolgenti e piacevoli eventi che hanno espresso anche tutta la passione e il fascino che l’Amministrazione e i Produttori mettono in questo fortissimo legame con il loro Territorio.




La Manifestazione

In Attesa di Entrare a Teatro

La Consegna del Quadro

La Consegna del "Piatto" a Fulvio Pierangelini

La Visita alla Rocca

Una Vista del Panorama

Il Taglio del Nastro

Una delle Porte nelle Mura

Il Corso Principale

Cena di Gala

Il Libro

Fulvio Pierangelini, G. Dracopulos, Antonio Pirozzi