domenica 31 dicembre 2017

“LA DOLCE VITA RESTAURANT” AL “NIRVANA HOTEL” DI PATONG, PHUKET, THAILANDIA: ANCORA UN SUCCESSO PER IL GRANDE ALFREDO SIBALDI BEVILOTTI.




La Cittàdina di Patong, con la sua bellissima spiaggia (lunga più di 3 km.), è la principale Località Turistica dell’Isola di Phuket, in Thailandia, e si trova splendidamente adagiata sulla Costa Occidentale dell’Isola
Una vera e propria “Mecca Turistica”, per gli Occidentali, nata alla fine degli anni Ottanta, oggi famosa anche per la vita notturna e per lo shopping.

Proprio a Patong si trova l’accogliente “Nirvana Hotel” con il suo Ristorante ItalianoLa Dolce Vita”.

L’Hotel è ubicato non molto lontano dalla Spiaggia e vicino al caratteristico Canale che per un lungo tratto porta il Mare stesso all’interno dell’abitato.

Hotel e Ristorante nascono nel 2001 e fin dall’inizio hanno avuto delle buone gestioni Italiane che hanno puntato sempre sulla qualità del servizio e della ristorazione.
Dal 2015 la proprietà è di Andrea Di Cretico insieme a Stefano e Simona Caniglia, giovani e intraprendenti imprenditori che ancora di più hanno voluto puntare sull’alta qualità.

Tutti e tre sono innamorati della “Thailandia”, nome che letteralmente si traduce in “Terra degli Uomini Liberi”. 
Stefano e Simona la prima volta sono arrivati nel 1994, e poi sono sempre tornati, anche per il loro viaggio di nozze nel 2007
Nel 2011 sono arrivati al “Nirvana Hotel” di Patong come clienti e qualche anno dopo ne sono diventati, con Andrea, i proprietari.

Nel Marzo 2017 Andrea, Stefano e Simona hanno chiesto ad Alfredo Sibaldi Bevilotti di prendere in mano le redini del loro Ristorante per renderlo una vera e propria “chicca” da offrire alla loro clientela.

Alfredo è, da una vita, un mio carissimo amico. 
Nasce a Livorno il 12 Gennaio 1961, dopo le scuole dell'obbligo e le superiori a ragioneria, nel 1979, seguendo la sua passione per il mondo del “bere miscelato”, entra a lavorare all'American Bar il Punto, aperto da poco, in Via Grande, sempre nella Città Labronica
Successivamente arricchisce le sue esperienze in Locali importanti come il Cafè MàmàL'American Bar Tic Tac, sempre a Livorno, e il Belvedere dell'Hotel Continental di Tirrenia (PI).

Nel 1984, in riconoscimento della sua rapida ascesa professionale, viene chiamato come Barman responsabile del nuovo American BarIl Cotton” del Centro Commerciale Marilia ad Antignano (LI), un Locale che ha fatto storia per il grande livello professionale/qualitativo raggiunto.

Nel Maggio del 1986, insieme alla sua socia Susanna Fumi, apre in Località Triana, sulla via della “castagna”, nel Comune di Roccalbegna, in Provincia di Grosseto, sulle ceneri di una vecchia attività commerciale, che faceva praticamente tutto (bar - alimentari - mesticheria - chincaglieria - ecc.) una piccola Paninoteca Birreria

A causa della vicinanza con il Castello di Triana, molto antico, citato già in una pergamena dell’anno 822 e successivamente feudo della Famiglia degli Aldobrandeschi di Santa Fiora (GR), questo Locale verrà battezzato “L’Osteria del Vecchio Castello”, avrà una rapida e crescente affermazione, trasformandosi presto in uno dei Ristoranti Italiani più importanti.

Già nel 1990 è segnalato nelle principali Guide Gastronomiche
Negli anni 1991 e 1992 vince, al Concorso Enologico Nazionale, il “Premio Douja d’Or” come una delle migliori Carte dei Vini d’Italia
Il Concorso è organizzato ogni anno ad Asti dalla Camera di Commercio locale, cosi denominato perché “Douja” è il panciuto recipiente contadino usato in cantina per travasare e contenere il Vino.

Nel 1992 e nel 1994 la Guida dei Ristoranti dell’Espresso gli conferisce il “Premio Pommery” per il Grande Livello Qualitativo raggiunto, successivamente, nel 1999, lo promuove conferendogli i “Tre Cappelli” con 17/20.

La Guida Rossa Michelin, nel 1995, gli assegna la “Stella” oltre alle “Tre Forchette” rosse. 
L'importante Rivista TedescaDer Feinschmecker” (Il Gourmet), nel 1997, lo qualifica come uno dei “Primi Ristoranti Toscani”.


Nel Marzo del 2000, un grosso cambiamento, “L’Osteria del Vecchio Castello” si trasferisce nel territorio del Comune di Montalcino (SI), in un piccolo, ma straordinario, ex Monastero del 1200, la Pieve di San Sigismondo in Località Poggio alle Mura, vicino al Castello di Poggio alle Mura conosciuto anche come Castello Banfi.

Non per questo vengono a mancare i successi, nel 2000 e nel 2001 la Guida Veronelli gli aggiudica il “Sole” e il punteggio di 100/100
Il 2004 è un trionfo, la Guida di Panorama gli assegna 9/10, quella di “Quattroruote” il punteggio massimo, il Touring Club Italiano una “Medaglia”, l’Accademia Italiana della Cucina “Quattro Tempietti” e il Gambero RossoDue Forchette”.

Ma non finisce qui, la stampa Nazionale ed Estera lo portano alle stelle, non mancano i numerosi servizi sui principali Canali Televisivi.


Alfredo Sibaldi Bevilotti ha ricevuto, anche personalmente, un’infinità di attestati e riconoscimenti. Nel 1991 viene accolto nell’Accademia Gastronomica Italiana, nel 1992 è tra i Soci Fondatori, per l’Italia, dell’ AssociazioneJeunes Restaurateurs d’Europe”, nello stesso anno entra nell’Accademia della Cucina

Nel 1993 gli viene conferito il titolo di Maestro di Cerimonie dell’Accademia Maestri Sommelier. Nel 1994 diventa Assaggiatore O. N. A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino).
Nel 1995 entra nella prestigiosa Unione Europea dei CuochiEuro - Toques International”, con a capo lo straordinario Paul Bocuse (classe 1926), Chef di fama mondiale, uno degli inventori della “Nouvelle Cuisine”, anima del suo magnifico Ristorante "L’Auberge du Pont de Collonges", nel suo Paese natale a Collonges au Mont d’Or in Francia, “Tre Stelle” Michelin dal 1965.

Nel 1996Alfredo Sibaldi Bevilotti, diventa Sommelier A.I.S., poi nel Dicembre del 2000, a Parigi, gli viene riconosciuto il “Commandeur dans l’Ordre de l’Etoile de l’Europe” dalla Fondation Européenne Conseil de la Gastronomie.

Elencare tutti i traguardi raggiunti è impossibile, accontentatevi di quanto fin qui esposto, tenendo sempre presente di che straordinario livello stiamo parlando.

Dopo l’esperienza fatta e con riconoscimenti di tale importanza, Alfredo, per alcuni anni, si è dedicato a una serie di qualificate consulenze in Italia e in molti altri Paesi del Mondo, sempre legate al mondo del Vino e della Ristorazione di altissima qualità.


Successivamente dopo tutto questo girovagare è nato, nel cuore di Alfredo, il desiderio di tornare alla sua Città natale, ecco dunque l’esperienza in una delle strade commerciali più importanti di LivornoVia Magenta dove, dal 2010, per un paio di anni ha aperto il suo RistoranteL’Angolino di Via Magenta”.

Accanto ad Alfredo, ad aiutarlo, la sua “dolce metà” e socia Silvana Dieli che, poi, nel Dicembre 2016 è felicemente convolata a nozze con Alfredo.

Dopo il periodo a Livorno, Alfredo Sibaldi si è dedicato nuovamente a fare consulenze per il Mondo e durante i suoi viaggi ha conosciuto le bellezze e le opportunità che offre un bellissimo Paese come la Thailandia

Ecco che è nata l’idea, poi realizzata, del nuovo LocaleLa Villa - Italian Restaurant" sull’Isola di Phuket.
Il RistoranteLa Villa” ha da subito un grande successo, tantoché ad Alfredo viene fatta, solo dopo pochi mesi, un offerta per cederlo, a cui non si può rifiutare.

In quella occasione feci ad Alfredo Sibaldi Bevilotti un’intervista, di cui potete leggere di seguito, alcuni punti salienti raccontati in prima persona:

- “Anno 1990, Triana comune di Roccalbegna, Grosseto
Dopo quattro anni dall'apertura, “L'Osteria del Vecchio Castello” cambia registro, piatti insoliti, vini folli. 
Mi danno del matto, dell'incosciente, mi dicono che nessuno verrà in un ristorante così strano, con prezzi così alti per mangiare cose che non si capiscono. 
Che nessuno comprerà mai una bottiglia di vino che costa quanto una botte dal contadino. 
Il mio Ristorante diventa un punto di riferimento dell'Alta Ristorazione in Italia, riceve la prima “Stella” dalla Guida Rossa Michelin e si colloca al 42 esimo posto nella rosa dei magnifici “50 Top Restaurant”;

- “Anno 2000, Montalcino, Siena
Apro nelle mura di un ex monastero il mio ristorante. 
Stessi piatti insoliti e vini ancora più folli. 
"Ma come un ristorante a Montalcino che non fa' la Fiorentina, la carne alla brace, la zuppa di fagioli?" 
"Un ristorante a Montalcino che ha una carta dedicata ai vini esteri, con quasi venti pagine dedicate ai Vini Francesi ????" 
"Lei ha sbagliato tutto....non è un ristorante che può funzionare!" 
Anche in questo caso “L'Osteria del Vecchio Castello” nella Pieve di San Sigismondo smentisce le previsioni, a soli nove mesi dall'apertura, arriva, tra gli altri riconoscimenti, un'altra “Stella” dalla Guida Rossa Michelin”;

- “Anno 2010, Livorno, "L'Angolino di Via Magenta". 
Punto sul contrasto, in una città di mare, propongo solo piatti di "terra", non solo, non offro scelta. Ogni settimana offro una degustazione di sette portate, con o senza l'abbinamento dei vini. 
" Deh o che discorsi sono....un ristorante a Livorno che un'fa' il pesce, seondo me chiudete dopo un mese" "....e poi 'st'ambiente tutto lecchino, co' piatti strani.......mah secondo me 'un durate 'na settimana!.... e poi deh unsipole nemmeno sceglie". 
Dopo nove mesi dall'apertura eravamo già sulla Guida dell'Espresso, su varie testate di quotidiani e riviste e venivamo considerati il Ristorante più particolare di Livorno
Avevamo prenotazioni che andavano di settimana in settimana”;

- “Anno 2016, Nai Harn - Rawai, Phuket, Thailandia
Trovo casualmente una splendida villa coloniale, me ne innamoro, la immagino come possibile sede di un ristorante, il mio Ristorante
Un Ristorante dove mettere nel piatto assieme alle materie prime, le mie idee, il mio cuore. 
Un Ristorante dove si presenti la Cucina Italiana, quella che il Mondo ci invidia, quella che è qualcosa di diverso dalla consueta Carbonara, dalla solita Bolognese, dall'abusata Scaloppina al limone
Mi dicono che non può funzionare..... che a Phuket, lavorano i ristoranti senza fronzoli, che il servizio accurato non importa a nessuno, che la gente vuol mangiare duecento grammi di spaghetti e che se sono così-così va bene uguale, l'importante è che siano tanti........... 
Bene-bene, ma Noi abbiamo aperto lo stesso: La Villa - Italian Restaurant”.

Ecco che nel Marzo 2017 Alfredo Sibaldi arriva al “Nirvana Hotel” e al Ristorante ItalianoLa Dolce Vita”.

Il Locale è molto confortevole e le preparazioni di Alfredo sono strettamente legate alle materie prime e alle tradizioni Italiane, pur rielaborate e presentate con le esigenze della contemporaneità.
Quello che è possibile viene fatto in Casa: ottima la pasta fresca, poi c’è il pane, la focaccia, i grissini e la Pizza, tutto fatto nel forno a legna.

Anche la Carta dei Vini, superando le difficoltà di approvvigionamento della Thailandia, ha assunto una sua specifica importanza.

Alfredo Sibaldi Bevilotti dirige delle Brigate di Cucina e di Sala composte da personale giovane,  premuroso e valido.

L’impegno di Alfredo, come sempre, ha dato immediatamente dei risultati positivi e i titolari e tutta la clientela hanno molto apprezzato il livello raggiunto che è a dir poco eclatante.

Anche al Ristorante ItalianoLa Dolce Vita” del “Nirvana Hotel” di Patong, in Thailandia, Alfredo Sibaldi Bevilotti ha portato tutta la sua esperienza e le sue molteplici capacità, riuscendo, in breve tempo, a trasformare il Locale in un punto di riferimento molto importante per la “cucina di qualità”: ancora un grande successo.




"Nirvana Hotel", Patong, Thailandia

In Tavola Solo la Qualità

Il Forno a Legna

In Sala

In Cucina

martedì 26 dicembre 2017

CON IL PANETTONE “RE NOIR” DELL’AZIENDA “TRE MARIE” LE FESTE SONO PIÙ FESTE.




Il “Panettone” è un dolce con origini Milanesi che, attraverso gli anni, si è di diffuso in tutta Italia come “tipicità dolciaria Natalizia”. 
Ma ultimamente il “Panettone” è stato interpretato in modi molto diversi, anche salati, che ne hanno fatto un “cult alimentare” che si può consumare praticamente sempre.   

Il “Panettone” classico è un prodotto da forno a pasta morbida, a lievitazione naturale, con una forma di base cilindrica e sopra a cupola.

Le origini del “Panettone” si perdono tra le leggende. 
La più antica attestazione che fa riferimento a un “Pane di Natale”, a base di burro, spezie e uvetta, è stata ritrovata all’interno di un “registro degli acquisti”, risalente al 1599, dell’Almo Collegio (più antico d’Italia) Borromeo di Pavia, fondato, nel 1561, dal Cardinale Carlo Borromeo (1538-1584). Nel registro si sottolineava che i “Pani” in questione erano stati comprati per essere serviti durante il “Pranzo di Natale” degli studenti.

Attraverso i Secoli il “Panettone” è entrato negli usi e costumi degli Italiani grazie a un’infinità di produttori artigianali, più recentemente anche per mezzo di alcune importanti ditte Industriali.

Tra le Aziende produttrici di qualità una in particolare ha una storia antichissima, il suo nome è “Tre Marie”.

Nel 1150 una Confraternita di Cavalieri Cristiani, sopravvissuti alla Seconda Crociata (1145-1149) in Terra Santa, fondò, nella Città di Milano, la “Scuola dei Raccomandati della Beata Vergine Maria”, e, contemporaneamente, per il sostentamento della Comunità, costruì un forno
Il Forno non fu destinato solo alla Comunità, ma da subito la popolazione, più bisognosa, poté trovarvi pane e farina.

Nel XIV Secolo la Confraternita prese il nome di “Scuola della Quattro Marie”, in onore della Vergine Maria e della Tre Pie Donne che avevano seguito Lei e Gesù: Maria Maddalena, Maria Salomè e Maria di Cleofa.

Successivamente, dopo alcuni decenni, la Scuola si trasferì nella “Corsia dei Servi” (antico nome del primo tratto di strada che a Milano congiungeva Piazza Duomo alla Porta Orientale) oggi Corso Vittorio Emanuele II.

Al momento di ideare il Marchio del Forno, per un particolare rispetto alla Sacra Vergine, vennero inserite nello stesso solo le Tre Marie Minori
Nacque così le denominazione “Tre Marie”.

Attraverso i Secoli il Forno divenne famosissimo grazie alla bontà di tutte le sue preparazioni artigianali e in particolar modo per quelle dolciarie.

Nel 1896, il Forno, diventò “La Pasticceria Tre Marie di Corso Vittorio Emanuele”, un rinomato e raffinato luogo di riferimento della “Bella Epoque”, il periodo socio-culturale e artistico che ha abbracciato l’ultimo Ventennio dell’Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

Negli anni successivi “La Pasticceria Tre Marie” si è ancor più specializzata raggiungendo livelli molto alti di qualità.

Nel 2008 la proprietà dell’AziendaTre Marie” è passata nelle mani della Sammontana S.p.A. di Empoli (FI), affermata Ditta Alimentare specializzate nella produzione Gelatiera.

Dal primo di Gennaio 2014 la SocietàTre Marie Ricorrenze s.r.l.” è diventata, in parte, anche della “Galbusera”, nota Società Alimentare fondata, nel 1938, dai Fratelli Mario ed Enea Galbusera.

Oggi la “Tre Marie” ha uno Stabilimento a Milano, in Zona Lambrate, con circa 120 dipendenti, e continua nella sua meritevole produzione di eccellenze dolciarie Italiane.

Tra le novità di questo Natale 2017 ho avuto il piacere di degustare il “Re Noir” delle “Tre Marie”.

Il “Panettone Basso Re Noir” è preparato con ingredienti di grande qualità, selezionati con cura e passione, con “lievito madre” e con i giusti tempi di lievitazione.

Ha un impasto soffice, delicatissimo e morbidissimo, privo di uvetta e canditi ma ricco di croccanti fave di cacao (senza buccia), in pezzi, avvolte (bassinate) e amalgamate in cioccolato extra fondente della pregiata e altrettanto storica DittaMajani”.

La copertura del Panettone raggiunge poi il massimo della goduria con il suo spesso strato di cioccolato (sempre extra fondente) ricoperto da una fittissima cascata di fave di cacao grezze in scaglie e una ulteriore pioggia di granella al cioccolato.

Il “Panettone Basso Re Noir” oltre a essere molto bello e buonissimo è anche un’esperienza estremamente affascinante da mettere in tavola. 
In esso si ritrova il gusto della Tradizione abbinato alla novità della preparazione: un vero connubio senza tempo che rende superba ogni fetta.

Alla “Tre Marie Ricorrenze s.r.l.” conoscono alla perfezione l’arte di fare bene le cose e ogni anno dimostrano anche l’impegno di applicare questa regola a tutte le loro novità.

Che altro dire se non che, grazie alle sue eccellenti peculiarità, con il “Panettone Tre Marie - Re Noirle Feste sono più Feste.



Il Panettone Basso Milanese

Delizie......

Il Manifesto del Buono

I Valori

La Ricchezza del Cioccolato

mercoledì 20 dicembre 2017

AUGURI PER UN FELICE E SERENO NATALE 2017 DALLA MAGICA ATMOSFERA DEL “FOUR SEASONS HOTEL FIRENZE”.




William Shakespeare (1564-1616), famoso Scrittore ed eminente Drammaturgo Inglese, sosteneva che: “la bellezza da sola basta a persuadere gli occhi degli uomini, senza bisogno di oratori”. 
Mentre Valentino Clemente Ludovico Garavani (classe 1932), conosciuto nel Mondo come lo Stilista ItalianoValentino”, si è espresso riferendosi all’eleganza con queste parole: “è l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa".

Ecco, oggi vi voglio raccontare proprio della bellezza e dell’eleganza racchiuse in uno dei più straordinari Alberghi del Mondo.

In Toscana nella “miticaCittà di Firenze (che per tutto il mondo non è solo una meravigliosa Città ma anche un faro splendente di arte e cultura) tra l’infinità di bellissimi monumenti ed edifici storici c’è, al numero civico 99 di Borgo Pinti, il Palazzo della Gherardesca oggi sede di uno degli alberghi più prestigiosi al mondo, il “Four Seasons Hotel Firenze” (5 Stelle).

La Four Seasons Hotels & Resorts è una Società Canadese, fondata nel 1960 da Isadore Sharp (classe 1931), titolare di una catena con più di 100 Alberghi/Resort super accoglienti ubicati in posti bellissimi e sparsi in 35 Paesi del Mondo
In Italia, per ora, ci sono due strutture di questa catena, una a Milano e l’altra è quella di Firenze.

Il complesso del Palazzo della Gherardesca, rientrante nel patrimonio artistico nazionale, è composto da due grandi Edifici, il “Palazzo della Gherardesca” e il “Conventino”.

Il Primo è stato edificato tra il 1472 e il 1480, su progetto di Giuliano Giamberti da Sangallo (1445 - 1516) architetto, ingegnere e scultore Fiorentino
Il Secondo risale al XVI secolo ed è stato in epoche passate sede di un convento dell’Ordine Religioso delle “Serve di Maria Riparatrice”.

I due Edifici sono divisi dal fantastico parco botanico privato, il più grande di Firenze, 4,5 ettari, denominato il “Giardino della Gherardesca” (già Giardino Pinti).

Il Palazzo della Gherardesca è uno dei più importanti esempi di quello stile abitativo denominato “casini di delizie”, grandi e accoglienti case di città che in realtà sono bellissime Ville immerse nei colori dei loro parchi e giardini. 

Tutta la struttura, d’incredibile bellezza, si eleva intorno al grande cortile a forma quadra, studiato per sfruttare al massimo la luce naturale, con arcate a tutto sesto su pilastri quadrati, all’interno dei quali corre il loggiato con le volte a botte. 
Il tutto arricchito e decorato con una fine, preziosa serie di pitture e di bassorilievi. 

Dal 1940 al 1942 il Palazzo è stato risistemato e il cortile, per meglio preservarlo dalle aggressioni atmosferiche, è stato ricoperto con un lucernario; tutto il lavoro e stato progettato e seguito dall’Architetto Riminese Piero Sanpaolesi (1904 - 1980) e dall’Architetto Montecatinese Raffaello Brizzi (1883 - 1946).

Il complesso, dopo essere stato rilevato dalla “Four Seasons Hotels & Resorts” nel 2001, è stato in sette anni meticolosamente restaurato, sotto il controllo della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza delle Belle Arti
In questo periodo è avvenuto anche l’accurato recupero dell’infinità di opere d’arte in esso contenute.  
Dal 15 Giugno del 2008 tutto il Complesso del “Palazzo della Gherardesca” è una delle “perle” della catena alberghiera della “Four Seasons Hotels & Resorts”.

Il “Four Seasons Hotel Firenze” ha 116 straordinarie camere e suites, altre 37 sono al Conventino. Tutte sono diverse l’una dall’altra e ognuna ricca di dettagli unici (affreschi, fregi, bassorilievi, lucernari, soffitti istoriati, camini monumentali, ecc.). 
Poi c’è la piscina, il fitness centre, la libreria e la sala di lettura, i negozi, oltre a moltissimi altri servizi con i più alti standard di ospitalità.

Un Hotel immerso in una fantastica atmosfera per sentirsi “a casa quando si è lontani da casa”.

Sotto le feste di Natale quest’atmosfera è ancor più sentita anche grazie ai lussuosi e coreografici addobbi, che ogni anno, con uno straordinario gusto, vengono preparati.

Al “Four Seasons Hotel Firenze” una particolarissima attenzione e cura viene dedicata anche all’enogastronomia di qualità con una predilezione per i prodotti e le ricette del Territorio.
I Ristoranti sono: “Al Fresco”, aperto nella bella stagione al bordo piscina, “La Magnolia” area ristorativa all’interno del Conventino, il lussuoso e accogliente spazio denominato ”Atrium Bar”, e fiore all’occhiello della struttura il “Il Palagio”.

Il termine “palagio” vuol dire “palazzo”, deriva dal Latinopalatium” e nel Medioevo indicava quegli edifici appena più grandi delle case-torri, oltre a quelli dove era ubicata la sede del podestà.

Il Palagio” è il Ristorante principale del “Four Seasons Hotel Firenze”, ubicato nelle ex scuderie del Palazzo oggi trasformate in una lussuosa e “suggestiva” sala dalle grandi colonne e il soffitto a volta. Una dozzina di comodi tavoli riccamente imbanditi per circa 55 coperti, nella bella stagione si cena all’aperto sulla terrazza.

La grande Sala del Ristorante gira intorno alla struttura, fatta di eleganti vetrine-frigo (piene di favolose etichette), che forma l’Enoteca
Una bomboniera con bancone dove si possono degustare i selezionatissimi vini della Cantina, oltre 400 Etichette dall’Italia e dal Mondo, molti anche al bicchiere, una scelta favorita dalle loro macchine “enodispenser” ad azoto che migliorano la conservazione dei Vini aperti.

Il bravissimo e gentilissimo Vito Mollica (classe 1971) è l’Executive Chef del “Four Seasons Hotel Firenze” che con il RistoranteIl Palagio”, tra i tantissimi successi e riconoscimenti, ha avuto dalla Guida Rossa Michelin 2012 (pubblicata nel Novembre 2011) la prestigiosissima “Stella”. 
Da allora è stata sempre riconfermata. 

Al “Four Seasons Hotel FirenzeVito Mollica è coadiuvato da un grande Executive Pastry Chef come Domenico Di Clemente (classe 1975) e dalle Brigate di Cucina e di Sala particolarmente  efficienti e altamente professionali.

Ma veniamo alla degustazione fatta al RistoranteIl Palagio” in occasione del “pranzo degli auguri” (oramai una tradizione assodata) di fine anno 2017.

Prima del pranzo un ricco aperitivo con molti appetitosi stuzzichini elegantemente serviti e accompagnati da “Montechiari Brut Donna Catherine” Vino Spumate di Qualità Metodo Classico.

Le varie portate sono state abbinate a:

- “Al Passo 2012”, Rosso Toscana I.G.T., 85% Sangiovese e 15% Merlot, 13,5% Vol., prodotto dall’Azienda “Tolaini”;

- “Cutizzi Greco di Tufo 2016”, Greco di Tufo D.O.C.G., 100% Greco, 13% Vol., dell’Azienda “Feudi di San Gregorio”;

- “Moscato d’Asti 2016”, Moscato d’Asti D.O.C.G., 5,5% Vol., 100% Moscato di Canelli (Bianco), dell’Azienda Vitivinicola “I Vignaioli di Santo Stefano” di Santo Stefano Belbo (CN).

In tavola il fragrante pane, le schiacciate e i grissini, della Casa, assortiti ai vari sapori.

Sono state servite le seguenti portate:

- Triglia e capasanta con “ciambotta Lucana” (un’antichissima ricetta, praticamente uno stufato di verdure);

- Risotto alle cime di rapa e gamberi rossi (mantecato alla lampada da Vito Mollica in persona);

- Tacchinella arrostita con crema di "pastinaca" (pianta biennale dalle radici carnose), riduzione di carote, salsa al brandy e guanciale;

- Cilindro al crème caramel ai profumi autunnali, cialda croccante e gelato all’arancia candita;

- Piccola Pasticceria della Casa.

Tutto molto ben presentato e soprattutto buonissimo.

La Cucina del grande Chef Vito Mollica è molto curata, attenta ed esperta, trasmette sensazioni positive ed esalta le buone materie prime usate trasformandole in deliziosi sapori. 

Il “Four Seasons Hotel Firenze” con i suoi trecento addetti è una “grande impresa” che necessita di una solida e sapiente guida come quella del General Manager Patrizio Cipollini.  
Patrizio Cipollini guida l’Hotel con grande rispetto e attenzione anche per tutto il suo Team, riuscendo in tal modo a sensibilizzare tutto il personale con enormi vantaggi sulla qualità dell’accoglienza.

Molte sono le iniziative a favore della Città, anche benefiche, che il “Four Seasons Hotel Firenze” prende durante tutto l’anno, ma quella che sicuramente coinvolge una moltitudine di persone è l’Open Day, giunto quest’anno alla Decima Edizione.

A seguito del terribile nubifragio che ha colpito, il 10 Settembre 2017, la Città di Livorno, i ricavi dell’Open Day 2017, saranno devoluti al rifacimento delle aule, oltreché all’acquisto del materiale didattico della Scuola Livornese, Primaria e di Secondo Grado, “G. Bartolena”, e alla ricostruzione dell’Asilo di Montenero.

Domenica 17 Dicembre, è stato aperto il “Giardino della Gherardesca” e più di 8.000 visitatori si sono riversati, dalle ore 10:00 alle 16:00, tra giardini, alberi secolari e banchi del mercatino (shopping Natalizio solidale), ristorandosi con moltissime delizie.
Per tutta la giornata la musica di Radio Toscana ha allietato l’evento e ha effettuato in diretta molti collegamenti con la Manifestazione.

Maghi e Giocolieri, insieme alla “Compagnia di Babbo Natale”, hanno divertito i più piccoli.
Tra le altre attrazioni come non citare i coreografici e bravissimi “Bandierai degli Uffizi”, gli sbandieratori ufficiali di Firenze, e il “Light Gospel Choir” che si è esibito con l’esperta direzione di Letizia Dei.

Nell’Area Ristoranti, erano presenti famosi Locali Fiorentini, con i loro rispettivi Chef, come: Buca Lapi, Touch Florence, Four D’Acqua, Trattoria Mario, Trattoria Da Burde e lo stesso Il Palagio del Four Seasons
A loro si sono aggiunti Locali Livornesi come lo storico Oscar
Tutti hanno preparato, con grandissimo successo e gioia dei presenti, le loro specialità Toscane più appetitose.

Tra le novità gastronomiche di questa Edizione l’angolo dedicato alla “Pizza di qualità” con la partecipazione di Pizza & Peace, Associazione nata, nel 2016, per promuovere la pace, l’educazione e la cultura nel mondo della pizza. 
Folta la rappresentanza dei soci fondatori della stesa: Paolo Pannacci, Giovanni Santarpia, Graziano Monogrammi, Massimo Giovannini e Beatrice Menichetti.   

Altra grande novità di questa Edizione è il Gemellaggio tra il “Four Seasons Hotel Firenze” e il mitico (ha 144 anni di storia) “Carnevale di Viareggio”. 
La nuova collaborazione è stata presentata proprio al “pranzo di natale” con la presenza di Marialina Marcucci, nota imprenditrice e prima donna Presidente dalla Fondazione Carnevale di Viareggio (una cara amica che ho rivisto con molto piacere dopo parecchi anni). 

Il Carnevale ha portato all’Open Day tutta l’allegria delle maschere e una gigantesca testa d’orso bianco in cartapesta.

Le migliaia di persone presenti hanno anche potuto ammirare il bellissimo “Presepe Artigianale in Movimento”, interamente realizzato a mano da Tommaso Nesi della “Bottega dei Grassi Nesi”.

Impossibile venire via senza qualcuno degli stupendi gifts del “Four Seasons Hotel Firenze” come il magnifico “Panettone da 1 Kg. in Confezione Regalo” del Pastry Chef Domenico Di Clemente o la nuova bellissima “Agenda 2018” con le gustosissime Ricette del grande Chef Vito Mollica.

Il buon cuore di tutti i partecipanti e la loro straordinaria solidarietà hanno portato, a fine “Open Day 2017”, al raggiungimento di donazioni per ben 65.000 euro.

Tra lo Staff dell’Hotel un particolare ringraziamento, oltre a tutti coloro che mi hanno splendidamente accolto, aiutato e servito, va ai carissimi amici Patrizio Cipollini, Vito Mollica e Domenico Di Clemente, oltreché alla gentilissima Daniela Trovato, Regional Director of Marketing, anche alla mia amica Martina Nesti, Pr e Marketing Communications Coordinator.

Grazie a tutti i suoi infiniti, meravigliosi pregi e alla straordinaria e lussuosa accoglienza, il “Four Seasons Hotel Firenze” è un posto da sogno dove tutto è straordinariamente bello, elegante e magico: assolutamente il posto migliore da cui fare a tutti i più sinceri AUGURI DI BUON NATALE.




"Four Seasons Firenze": L'Ingresso

"Eleganza e Bellezza"

Una Vista dell'Atrium Bar

Ristorante "Il Palagio": La Sala

Triglia e Capasanta......

Lo Chef Vito Mollica Prepara il Risotto

Risotto......

Tacchinella Arrostita......

Cilindro al Crème Caramel......

Piccola Pasticceria della Casa

Il General Manager Patrizio Cipollini

"Open Day 2017": La Locandina

Domenico Di Clemente, Dracopulos, Vito Mollica 

mercoledì 13 dicembre 2017

CLARA FERRETTI, DEL RISTORANTE “IL GRAMMOFONO” DI LUCCA, VINCE LA SECONDA EDIZIONE DELLA GARA “GIOVANI CHEF” NELL’AMBITO DELLA MANIFESTAZIONE “Il DESCO 2017”.




Con il sostantivo maschile “desco” (deriva dal Latinodiscus = disco/piatto”) viene definita specificatamente “la tavola dove ci si siede per mangiare”. 
Non solo l’oggetto in se, ma tra le sue 5 lettere dell’alfabeto si distingue anche un "momento topico" ed estremamente fondamentale per ognuno di noi, un momento essenziale per la vita sia chimica che spirituale dell’umanità.

All’interno delle antiche e possenti mura, della monumentale, bellissima e accoglientissima Città Toscana di Lucca, si è svolta, nei fine settimana, dal 18 Novembre al 10 Dicembre, l’Edizione 2017 dei “Sapori e Saperi Lucchesi - Il Desco”. 

L’Evento, come sempre, è stato ospitato nel magnifico Palazzo dell’ex “Real Collegio”, annesso alla Basilica di San Frediano.

La storica struttura, la prima canonica risale addirittura al 1046, è stata per secoli un Monastero di varie congregazioni, ma nel 1770 fu donata all’Antico Ospedale di San Luca o della Misericordia
Da allora e fino al 1896 il Palazzo fu un Centro di Studi Universitari, e poi è diventato una Fondazione
Il complesso, oltre a essere molto grande (ha molte luminose sale e ampi saloni), si articola attorno a tre bellissimi e accoglienti chiostri, il più antico dei quali è quello con la struttura medievale, il Chiostro di Santa Caterina.

Il Desco”, espressione della Camera di Commercio di Lucca, è un’affascinante vetrina, dove ogni anno, il pubblico può incontrare, degustare e scegliere i migliori prodotti tipici, di una Terra ricchissima di storia Enogastronomica
Il tutto abbinato a numerosi e interessantissimi eventi collaterali.

Proprio tra gli Eventi, Sabato 9 Dicembre 2017, a partire dalle ore 15:00, nella “Sala Viola” del Real Collegio, si è svolta la finale della “Seconda Edizione della Gara Giovani Chef”.

L’Avvenimento, promosso e gestito dalla Camera di Commercio di Lucca in collaborazione con Darwine & Food (Società, che opera nel campo della comunicazione del vino e del cibo, e che ha ideato l’evento stesso) e l’Associazione Cuochi Lucchesi, prevedeva la partecipazione di Chef, provenienti dalla Città e dalla Provincia di Lucca, che non avessero compiuto i 35 anni.

I quattro Chef finalisti, frutto di una precedente selezione, si sono presentati con i loro assistenti e hanno preparato per la Giuria, e per un pubblico di appassionati, un piatto appositamente studiato per l’occasione e che, a norma di regolamento, doveva contenere, negli ingredienti, almeno 4 prodotti esposti nei banchi delle Ditte che partecipavano a “Il Desco Edizione 2017”. 
Il tempo a disposizione di ogni Chef, per la realizzazione, era di venti minuti.

La Giuria era composta dal Presidente GianMarco Mazzanti, Responsabile per la Toscana della Guida Osterie d’Italia di Slow Food, dalla Blogger Monica Bianciardi, dal Delegato Regionale dell’Associazione Italiana Sommelier (A.I.S.) Leonardo Taddei, dal Presidente dell’Associazione Cuochi Lucchesi Stefano Micheloni e dal sottoscritto Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico.

Le brave Conduttrici Amelia De Francesco e Claudia Marinelli hanno presentato e assistito gli Chef finalisti che erano:

- Ali Kuqja, Capo Partita del Ristorante il “Giglio”, che ha preparato “Animella di Vitello, Salsa alla Cento Volte Forte con Miele di Spiaggia, Fregola, Yogurt e Polline”. 
I Prodotti scelti: “Yogurt Bianco” del Caseificio Stefano Baisi, “Polline di Clesia” Zafferano della Lucchesia di Giada Papucci, “Birra Cento Volte Forte” del Birrificio del Forte, “Miele di Elicriso” dell’Apicoltura Il Frantoio di Emiliano Del Carlo;

- Clara Ferretti, Titolare del RistoranteIl Grammofono”, la sua preparazione era denominata “Mura & Muraglia”, trattandosi di “ravioli orientali”, un collegamento tra le Mura di Lucca e la Muraglia Cinese
I Prodotti selezionati: “Di Cece della Lucchesia” - Il Rosso e i suoi Fratelli - L’Unitaria Cooperativa Zoocerealicola, “Pecorino Stagionato Tuata” del Caseificio Bertagni Alta Garfagnana, “Biroldo” dell’Antica Macelleria Nutini Paolo & C., “Miele di Castagno” dell’Apicoltura Biologica Stefania Costanza;

- Matteo Pieretti, Chef RistoranteVilla Bongi”, ha preparato “Gnocchi di Castagne con Guanciale Croccante su Fonduta di Formaggio di Pecora a Latte Crudo e Pistilli di Zafferano”. 
I Prodotti: “Formaggio Fresco di Pecora con Caglio Vegetale” del Caseificio Bertagni Alta Garfagnana, “Guanciale al Pepe” del Salumificio Artigianale Gombitelli del Triglia, “Zafferano” - Zafferano della Lucchesia di Giada Papucci, “Farina di Castagne” - Bontà della Garfagnana di Carlo Coletti;

- Lorenzo Boschi, Sous-chef RistoranteLocanda di Mezzo”, ha preparato “Finto Tiramisù alle Castagne, Farro, e Mela Casciana”. 
I Prodotti: “Farro della Garfagnana” del Consorzio di Tutela del Farro della Garfagnana I.G.P., “Castagne Secche” del Consorzio di Tutela del Farro della Garfagnana I.G.P, “Miele di Castagno” dell’Apicoltura Del Grande Giacomo, “Farina di Castagne” dell’Antica Norcineria di Maria Grazia Poli.

Gli Chef, oltre a presentare il piatto ufficiale per la Giuria, hanno anche fatto assaggiare a tutti i presenti le loro gustose preparazioni.

In abbinamento alle sopracitate portate sono stati serviti, dai bravi Sommelier A.I.S. della Delegazione di Lucca, alcuni Vini del Territorio.

La Giuria, dopo attenta e precisa valutazione, ha decretato che la Chef Clara Ferretti era la Vincitrice della “Seconda Edizione della Gara Giovani Chef”.

La bella Manifestazione si è chiusa tra gli applausi, la premiazione, effettuata da Marinella Berardinetti (in rappresentanza della Camera di Commercio di Lucca), e l’entusiasmo della vincitrice Clara Ferretti insieme a Costantino Karayannis, suo compagno nella vita e nel lavoro.




La "Sala Viola"

I Quattro Chef Finalisti

La Giuria

Amelia De Francesco e Claudia Marinelli

Chef Ali Kuqja - Animella di Vitello......

Chef Clara Ferretti - "Mura & Muraglia"......

Chef Matteo Pieretti - Gnocchi di Castagne......

Chef Lorenzo Boschi - Finto Tiramisù......

Il Pubblico

I Sommelier A.I.S.

Vini del Territorio in Abbinamento

Foto di Gruppo

Clara Ferretti, Dracopulos, Costantino Karayannis