mercoledì 15 novembre 2017

DA 120 ANNI LA FAMIGLIA NONINO SI DEDICA, CON GRANDE PASSIONE E STRAORDINARI RISULTATI, ALLA MAGICA ARTE DELLA DISTILLAZIONE.




Il termine “distillazione” etimologicamente significa “separazione goccia a goccia”.

La “distillazione” è un procedimento antichissimo (si narra fosse già noto addirittura agli Egiziani) che viene utilizzato per separare “sistemi omogenei di composizione” (sostanze pure), da una miscela eterogenea, sfruttando la differenza dei punti di ebollizione specifici delle sostanze stesse.

Anche se esistono tracce più antiche, la “distillazione” (come la conosciamo oggi), per la produzione di bevande alcoliche, è stata introdotta nell’Europa Medievale nel XII Secolo a seguito della traduzione, dall’Arabo, di alcuni trattati chimici. 
Arabi e Persiani usavano già tali tecniche, a partire dal VIII Secolo d.C., per produrre alcool puro.

Un’antichissima ricetta del 1200 così recita: “Mescolando vino fortissimo e puro, con tre parti di sale e riscaldando, in recipienti adatti allo scopo, si ottiene un’acqua infiammabile”.

In Italia il primo testo conosciuto, che ha trattato scientificamente e tecnologicamente la produzione del distillato di vino, è il “De Conficienda Aqua Vitae”, scritto dal medico, umanista, scienziato e scrittore fecondissimo Giovanni Michele Savonarola (Padova, 1385 - Ferrara, 1468). 
Una curiosità: era il prozio del Frate Domenicano Girolamo Savonarola impiccato e bruciato sul rogo, il 23 Maggio 1498, come “eretico scismatico e per aver predicato cose nuove”.

Erano Secoli in cui l’ “acqua vitae” (acqua di vita) era utilizzata principalmente per uso medico. Successivamente, nelle campagne, iniziò a essere usata, dai braccianti, anche per riscaldarsi nella stagione fredda.

Il termine “grappa” deriva dal fatto che, nei territori Lombardi e limitrofi, si chiama “grapa” il raspo dell’uva.

La produzione di “grappa” (acquavite estratta dalla buccia dell’uva comprensiva dei vinaccioli, ovvero i semi, la  “vinaccia”, prodotta e vinificata esclusivamente in Italia) veniva inizialmente effettuata tramite alambicchi a bagnomaria o a fuoco diretto, con un metodo artigianale discontinuo (in batch), che prevede il carico della miscela, da trattare nell’apparecchiatura, prima di iniziare il processo di distillazione.

Ma è alla fine del 1700 che in Italia si sviluppò la “distillazione moderna” con l’introduzione della “distillazione a vapore”.

La classificazione della Grappa avviene anche attraverso il tipo di lavorazione e di affinamento.

Il processo di “distillazione” si attua attraverso un antico apparecchio denominato “alambicco”.
Etimologicamente deriva dall'Araboal-’ambiq” (distillare), e dal Grecoαμβιξ” (ambix, tazza), attraverso il Latino Medievale “alembicus” dal Francese antico “alambic”.  

L’Alambicco è composto da una caldaia collegata, attraverso un tubo, a una serpentina di raffreddamento, alla fine della quale esce il distillato desiderato.

La storia che vi voglio raccontare inizia con Orazio Nonino.

Orazio era un bracciante agricolo Friulano che, come unica ricchezza, possedeva un alambicco montato su ruote
Le vinacce allora erano considerate un prodotto di scarto, senza valore. 
Orazio, finito il lavoro nei campi, si recava, con il suo alambicco, presso le abitazioni dei contadini e si metteva a produrre per loro la grappa.

Nel 1879, Orazio Nonino, visto l’aumento delle richieste della sua grappa, decise di cessare questo suo lavoro itinerante e aprì una piccola sede fissa alla sua attività di produttore artigianale di grappa. La Località scelta fu una Frazione nel Comune di Pavia di Udine: Rochi di Percoto.

Anche i figli di Orazio seguirono le orme del padre nell’attività, e, nel 1928, Antonio Nonino, dopo essersi sposato con Silvia, decise di ampliare l’Azienda, che intanto aveva affiancato alla distillazione una piccola rivendita/osteria.

Nel 1933, tra le molte, nuove e valide regole stabilite, in campo agroalimentare, dal Governo Mussolini (tutt’oggi in vigore) fu istituito d’imbottigliare la grappa con regolare etichetta e sigillo di Stato
Fino a quel momento la grappa veniva venduta sfusa. 

Proprio in questa fase nacque anche la “Prima Etichetta Nonino” raffigurante il “Fogolâr Furlan” (Focolare Friulano). 
L’immagine è ancora in uso sull’Etichetta della “Grappa Tradizione”.

Oggi il Marchio dell’Azienda riporta l’antico simbolo degli alcoli nel Medioevo.

Negli agli Anni Sessanta la Grappa era ancora un prodotto non ancora sbocciato, purtroppo non veniva considerata per il suo grande valore intrinseco.

Ma qualcosa stava per rivoluzionare il mondo della Grappa.

La grande passione e la ferrea volontà di Benito Nonino e di sua moglie Giannola Bulfoni, una bella e intraprendente signora, portarono, alla fine del 1973, i Nonino ha “inventare” e registrare una idea tanto semplice quanto mai venuta in mente a nessuno: 
Distillare la Grappa non da un miscuglio indifferenziato di Vinacce, ma da ogni singolo Vitigno (Monovitigno Nonino).

Nacque così la tecnica e la filosofia che elevò la Grappa a distillato di pregio e che a tutt’oggi fa della “Nonino” un Marchio famoso nel Mondo.

La prima Uva selezionata fu quella proveniente da un Vitigno Autoctono, a bacca bianca, conosciuto in tutto il Mondo per le sue eccezionali prerogative: il Picolit.

Nel 1975, a conferma della passione della volontà di questa Famiglia nella difesa degli immortali e più sinceri valori delle biodiversità del Territorio, venne istituito il “Premio Nonino Risit d’Aur” (barbatella d’oro) con lo scopo di stimolare e diffondere la conoscenza degli antichi vitigni autoctoni Friulani

Nel 1977 questo Premio venne affiancato dal “Premio Nonino di Letteratura” e, nel 1984, infine, si è completato con la Sezione Internazionale.

Nel Novembre del 1984 c’è stato un altro innovativo salto di qualità, la Distilleria Nonino ha creato l’Acquavite d’Uva (ÙE Picolit), distillando l’uva intera.

Nel 1989 la Famiglia Nonino, Benito, la moglie Giannola e le tre splendide figlie  Cristina, Antonella ed Elisabetta, per garantire all’Azienda una produzione di altissima qualità, hanno impiantato, nel non lontano territorio del piccolo Comune di Buttrio, sempre in Provincia di Udine, 40 ettari di vigneti sperimentali, con Vitigni di Picolit, Ribolla Gialla, Fragolino, Schioppettino, Merlot e Moscato.

Il 2 Giugno 1998, l’allora Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro, ha concesso a Giannola Bulfoni Nonino la più alta onorificenza nominandola “Cavaliere del Lavoro”. 
Un meritatissimo riconoscimento per il grande impegno che ha trasformato un prodotto come la Grappa di qualità “da Cenerentola a Regina del Mercato”.

Nell’Aprile del 2000 le tre straordinarie sorelle, Cristina, Antonella ed Elisabetta, dopo anni di accurati studi, hanno creato “Gioiello”, l’acquavite ottenuta dalla distillazione del solo miele in tutte le se varietà di gusti. 
Una produzione preziosa e limitata strettamente condizionata dalla qualità del miele che deve assolutamente provenire da ambienti ecologicamente puri.

Negli ultimi decenni sono arrivati alla “Nonino” una mare di super importanti riconoscimenti e premi da tutto il Mondo.

Oggi le “Distillerie Nonino” sono composte da 5 Distillerie Artigianali che convivono sotto lo stesso tetto, con 12 alambicchi ciascuna, in rame (rivestiti di legno), una per ogni membro della Famiglia (babbo, mamma e tre figlie). 
Poi, in segno della continuità Familiare nell’arte artigianale della distillazione, ci sono altri otto alambicchi, uno per ogni nipote (sette femmine e un maschio).

Tutta la lavorazione avviene nel rispetto della Tradizione e dei ritmi dell’Artigianalità. Assolutamente non viene utilizzato nessun tipo di colorante, qualità e genuinità sono la loro priorità.

Le “Grappe Nonino Invecchiate” e le “Riserve” stagionano, naturalmente e per un minimo di 12 mesi, nei 5 fascinosi Magazzini, in 2015 piccole botti e barriques di legni diversi e pregiati, sotto sigillo e sorveglianza permanente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

La Famiglia Nonino si occupa in prima persona dell’acquisto di tutte le materie prime, esclusivamente fresche, selezionando solo le migliori.

Ho avuto il grande piacere di passare del tempo ad ascoltare, con grande ammirazione, una fantastica, bellissima e preparatissima Francesca Bardelli Nonino, la Figlia più piccola di Cristina, che mi ha illustrato e fatto assaggiare, per la felicità del mio palato e del mio spirito, alcune delle infinite possibilità di abbinamento dei loro prodotti nel fantasmagorico mondo dei cocktail e degli aperitivi.

Oggi l’AziendaNonino” produce più di 900.000 bottiglie, suddivise nella varie linee: “Grappe”, “ÙE”, “Frut”, “Amaro e Liquori” e la già citata “Gioiello”.

Proprio in questo Anno 2017, i Nonino festeggiano, una tappa estremamente importante, i 120 anni di attività della loro Azienda con tantissime iniziative.

NoninoDistillatori in Friuli, dal 1897 si dedicano, con grande passione e straordinari risultati, alla magica arte della distillazione, dal loro eccezionale lavoro nasce la migliore Grappa del Mondo.

Parafrasando una famosa frase di Napoleone Bonaparte, potrei concludere dicendo: 
Niente rende il futuro così roseo come il contemplarlo attraverso un bicchierino di ottima Grappa”.






Per la Gioia del Palato

Delizie

Riserve

Amaro

Francesca Bardelli Nonino e Giorgio Dracopulos

giovedì 9 novembre 2017

AL RISTORANTE “IL MESTOLO”, DI SIENA, OTTIMA CUCINA DI MARE E UN’ACCOGLIENZA CALOROSA E FAMILIARE.




La “Storia delle Posate” si perde nella notte dei tempi.
Probabilmente il “coltello” nacque per primo, date le necessità per la difesa e la caccia. 
Anche il “cucchiaio” (quello di legno) è antichissimo, è stato il primo vero e proprio strumento per portare sostanze liquide alla bocca. 
In molti periodi della Storia Umana, però, fu considerato come “la posata dei poveri”, infatti proprio le classi meno ambienti erano costrette a cibarsi di minestre e zuppe.

Un discorso più particolare si può accennare per la “forchetta”. 
Benché già gli Etruschi usassero le forchette a “due rebbi” (due punte), sia i Greci che i Romani le disdegnarono e quando, molti secoli dopo, arrivò, intorno all’Anno Mille, in Europa, l’uso della forchetta dalla Cina, ci furono molti e gravi problemi.

La Chiesa Cattolica, infatti, vedeva nella forchetta uno “strumento di mollezza e un simbolo del demonio” bollando il suo uso come peccato grave. 
Le conseguenze furono drammatiche e anche personaggi molto importanti del tempo, che ne facevano uso, furono condannati e persero la vita.
Solo nel XIV Secolo iniziò a diffondersi l’utilizzo della forchetta, completando così la terna delle “posate” più importanti che furono e sono fatte con i materiali più svariati.

Rientrano nel termine “posate” anche parecchi altri strumenti che si usano per servire da mangiare o cucinare.
Tra questi, sia per il servizio al tavolo sia per cucinare, c’è ne è uno fondamentale: il “mestolo”. 

Il “mestolo” assomiglia a un grande cucchiaio ma ha la conca più profonda e rotondeggiante, la stessa, rispetto al manico, è angolata in modo da raccogliere i liquidi anche in posizione verticale. 
Il lungo manico poi ha la funzione di facilitare la presa e proteggere la mano dal calore.

A Siena, magnifica Città d'arte della Toscana, c’è un Ristorante che porta proprio il nome di questo fondamentale attrezzo: Il Mestolo.

Il RistoranteIl Mestolo” è dei coniugi Gaetano De Martino e Nicoletta Marighella.

Gaetano De Martino (classe 1968) è nato e vissuto, nella prima parte della sua giovinezza, nella meravigliosa Città di Napoli
Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero della sua Città iniziò un percorso che lo ha portato a lavorare e a fare esperienze in diversi Locali, molto importanti, fuori d’Italia
La sua comunicativa e il suo saper fare lo hanno fatto diventare, in breve tempo, un esperto e bravo Maître

Nel 1990, Gaetano, fu mandato a supportare l’apertura del nuovo Albergo/Ristorante nel bellissimo e storico contesto di quello stupendo Relais & Châteaux che è “Borgo San Felice” in Toscana
Doveva rimanere solo per pochi giorni, invece rimase per 7 anni.

La Chef Nicoletta Marighella è nata a Copparo, un Comune in Provincia di Ferrara
Fin da piccola ha quella scintilla, innata, che la porta ad amare la cucina; infatti, non ha preso esempio dalla sua mamma, Giuliana, che non ha mai avuto una grande passione per i fornelli. 
Seguendo questo suo sentimento ha frequentato l’Istituto Alberghiero dove si è diplomata nel 1988.

La Provincia di Ferrara, in Emilia-Romagna, ha un territorio completamente pianeggiante, e, durante i lunghi inverni, la nebbia lo attanaglia, ma Nicoletta, incurante delle difficoltà, spinta da tanta volontà e dedizione, andava a Scuola e al suo primo lavoro, sempre in bicicletta.

Dopo varie esperienze di livello fatte in Trentino Alto Adige e in Sardegna, nel 1990, Nicoletta Marighella, arriva al Relais & ChâteauxBorgo San Felice” dove rimarrà anche Lei per sette anni. Durante quel periodo possiamo dire che “galeotto fu quel Borgo”, visti gli accadimenti: l’amore sbocciato tra Nicoletta e Gaetano e, successivamente, il loro matrimonio.

Dalla loro felice unione, poi, sono nati due bellissimi figli, nel 2000, Gennaro, e, nel 2006, Giulia.

Nel 1997 Gaetano e Nicoletta decidono di entrare in Società in un Ristorante, a Siena, che era stato inaugurato da pochissimi anni, nel 1995, il RistoranteIl Mestolo”. 
Il Locale è ubicato su una strada di grande comunicazione, la Via Fiorentina, al Civico 81, appena si arriva, da Firenze, a Siena.

Gaetano e Nicoletta sono due grandi professionisti, lui in Sala e lei in Cucina, come succede, in quasi tutte le Società, la diversità sul modo di condurre l’attività portò la coppia a rilevare completamente, nel 2001, il Ristorante.

Per il Ristorante Il Mestolo, con la gestione di Nicoletta e Gaetano, è stato da subito un successo.

Dall’ingresso principale, che da sulla Via Fiorentina, si entra al RistoranteIl Mestolo” trovando un  salottino, un separé lo divide dal primo tavolo, in fondo a questo primo spazio c’è l’ingresso posteriore del Locale che da sul parcheggio privato. 
Si prosegue, nell’ambiente, girando a sinistra e, superando il bancone bar, si entra, attraverso un arco, nella Sala principale (su cui si affaccia anche la porta della Cucina); da qui, poi, si accede in un'altra Saletta

L’arredo è curato, la “mise en place” è elegante (tovaglie di lino, posate in argento), i tavoli ben distanziati, le sedute comode.

La Carta dei Vini è molto, molto importante, basta vedere le bottiglie che sono praticamente ovunque nel Locale, sulle pareti, sopra il bancone bar, appoggiate sui mobili. 
Una Carta con più di 700 etichette super selezionate, con grande amore ed esperienza da Gaetano, per soddisfare ogni tipo di richiesta.

Il Menu è di Mare, una scelta, voluta, che ha portato il Ristorante a essere un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti del pesce fresco di qualità.

Ma veniamo alla degustazione fatta che è stata accompagnata da un’ottima bollicina Italiana suggerita da Gaetano:

- “Cantina della Volta Rosé 2012”, Vino spumante Brut di qualità, Lambrusco Rosé di Modena Spumante D.O.C. Metodo Classico, 100% Lambrusco di Sorbara, 12% Vol., Dégorgement Novembre 2016, prodotto dall’Azienda “Cantina della Volta”. 

In tavola il fragrante pane, i grissini e i crackers della Casa, semplicemente meraviglioso il panino con la cipolla.

Sono state servite le seguenti portate:

- “Amuse-bouche” - Terrina di molluschi, polpo e verdure con gelatina di pomodoro e pane integrale arricchito;

- Crudo di gamberi rossi, lingue di gatto salate e gocce di riduzione di teste di gamberi, insieme a un sorbetto ai crostacei;

- Capesante, funghi porcini e melograno;

- Ravioli di patate farciti con burrata e gamberi, accompagnati da gamberetti e funghi porcini;

- Fusilli tirati a mano con seppioline e zucca gialla;

- Catalana di mazzancolle con verdurine e maionese della Casa;

- Spiedino di seppioline e pomodorino con patate e funghi porcini;

- Zabaione con frutti di bosco e gelato alla crema.

Tutto molto buono e ben presentato.
La Cucina della brava Chef Nicoletta Marighella è fatta con esperienza, accuratezza, sincera passione e grande qualità di tutte le materie prime. 
Tutto il possibile è fatto in Casa.

Il servizio di Sala è esperto, gentile e solerte, Gaetano De Martino è supportato dal bravo Alessandro Barabaschi che lavora con loro da più di 5 anni.

Al RistoranteIl Mestolo”, di Siena, di Gaetano De Martino e Nicoletta Marighella ho trovato un’ottima Cucina di Mare e un’accoglienza premurosa, calda e familiare.



Il Salottino

Il Primo Tavolo

Il Bancone

La Sala

Una Vista della Saletta

"Amuse-bouche"......

Crudo......

Capesante......

Ravioli......

Fusilli......

Catalana......

Spiedino......

Zabaione......

Nicoletta Marighella, Io, Gaetano De Martino, Giulia

giovedì 2 novembre 2017

“BANCHI E CUCINA DI GUSTO 2017”: UNA DUE GIORNI DI GRANDE SUCCESSO DEDICATA ALLE GUSTOSE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE PISANE.




Nella bellissima e storico/monumentale Citta Toscana di Pisa si è svolta Sabato 28 e Domenica 29 Ottobre 2017 la Sesta Edizione di “Banchi di Gusto” organizzata dal “Consorzio Toscana Sapori”.

Tra i molti e straordinari antichi monumenti annoverati nella Città di Pisa ci sono le “Logge di Banchi”.

L’antichissimo Loggiato, edificato tra il 1603 e il 1605 su progetto del famosissimo Architetto Fiorentino Bernardo Timante Buonacorsi (detto Bernardo Buontalenti, vissuto tra il 1531 e il 1608), è ubicato proprio innanzi a Ponte di Mezzo, dove inizia la parte sud del centro Cittadino
Una bellissima struttura sorretta da 12 grandi e altissimi pilastri che nel 1814 fu sopraelevata e il piano superiore collegato, tramite un cavalcavia, al vicino Palazzo Gambacorti, sede del Comune.

Le “Logge di Banchi” inizialmente denominate “Loggia della Mercanzia” furono costruite per ospitare, proteggendoli dalle intemperie, i banchi che proponevano lana e seta, oltre a quelli di cambio e, successivamente, anche quelli delle granaglie. 
Le Logge erano il punto di raduno di “tucti merchatanti e huomini dabene” come si diceva al tempo.
Attraverso i secoli le “Logge di Banchi”, hanno ospitato mercati ed eventi di ogni genere.

Proprio sotto le Logge si è svolta la bella ManifestazioneBanchi e Cucina di Gusto 2017”.
L’Evento è stato pensato, organizzato e realizzato, come già detto, dal “Consorzio Toscana Sapori” per comunicare, e far meglio conoscere al pubblico, le “eccellenze enogastronomiche” del Territorio.

Patrocinatori ufficiali oltre al Comune di Pisa, la Camera di Commercio di Pisa, la C.N.A. Pisana e l’Associazione Cuochi Pisani.

Il “Consorzio Toscana Sapori - Italian Food & Wine” (aderente alla C.N.A. Pisa, “Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa”), oltre a valorizzare il Territorio, difende ogni specifica peculiarità delle Aziende iscritte, sottolineandone la loro estrazione Pisana e Toscana
Fare rete per dare maggiore forza e visibilità alle Aziende più straordinarie anche se piccole.

Il Consorzio è guidato con molta passione dal Presidente Edo Volpi e dalla super attiva Direttrice Sabrina Perondi, oltreché dal mio grande amico Antonio Schena.

Sabato 28 Ottobre dopo un saluto del Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini, si è aperta la Manifestazione e sono iniziati gli Eventi previsti.

Tra le personalità che hanno portato il loro saluto, o hanno fortemente sostenuto la Manifestazione, il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, l’Assessore alla Cultura e alle Attività Produttive, del Comune di Pisa, Andrea Ferrante, il Presidente, Matteo Giusti, e il Direttore Generale, Rolando Pampaloni, della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA - PISA).

Nella due giorni hanno esposto e messo in vendita i loro ottimi prodotti:


Molti dei prodotti delle Aziende sopracitate sono in vendita anche online sul Sito specializzatoBottegheria”, un vero e proprio mercato di produttori, che collabora con il ConsorzioToscana Sapori”.

Gli Eventi inseriti nel Programma sono iniziati da subito.

Sabato Mattina dalle 10:30 alle 14:00 si è svolto “Sculture di Margarina”. Gli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione (I.P.S.A.R.) “Giacomo Matteotti” hanno creato con la “margarina sfoglia” (piatta) alcune realizzazioni artistiche (sculture) sotto l’attenta guida del loro Professore, lo Chef David Belsito (medaglia d’argento alle Olimpiadi dei Cuochi per la realizzazione di sculture in margarina), che è anche titolare del RistoranteL’Anfiteatro” di Lucca
Il Professor Belsito è il Presidente dell’Associazione Cuochi Pisani.  

A partire dalle ore 16:00 di Sabato si sono svolti 6 Spettacoli di Cucina (show-cooking), due Sabato e quattro la Domenica (l’ultimo, visto il successo dei precedenti, è stato aggiunto a quelli programmati, per intrattenere ulteriormente il pubblico).  

Sabato ore 16:00, il giovane e bravo Chef Robert Mozzachiodi, titolare della “Osteria Bernardo by il Giardino Nascosto” di Pisa, coadiuvato dal Sous-chef Brasiliano Claudio Souza, ha preparato e fatto assaggiare ai presenti un “Filetto di manzo in crosta di caffè, laccato alla birra, con mostarda dolce di fragole e pepe”. 

Sabato ore 17.30, un altro giovane e bravo Chef Gerolamo Montuori (Rappresentante dell’Associazione Giovani Cuochi Pisani), del RistoranteLa PergOletta” di Pisa (titolare Daniela Petraglia), supportato dal Giapponese Koshiro, ha preparato due piatti. 
Per primo piatto una “Carbonara scomposta al Tartufo Bianco” (solo come dimostrazione), e, per secondo piatto, una “Vellutata di zucca gialla con porcini e croccante di pecorino al miele” che è andata in assaggio ai presenti.

Domenica ore 11:00, un pilastro della Ristorazione Locale, il caro amico lo Chef Carmine Iovine, titolare dal 1979, con la sua Famiglia (oggi insieme anche ai figli Francesca e Valerio), del RistoranteLa Buca” di Pisa, ha preparato e fatto assaggiare “Penne rigate alla Pisana” .

Domenica ore 16:00, un grande amico e grande Chef Daniele Fagiolini, titolare del RistoranteAntico Ristoro le Colombaie” di San Miniato Basso (PI), fondatore, nel 2013, insieme al bravo e noto Giornalista Livornese Claudio Mollo, del prestigioso Circuito di Cultura EnogastronomicaIo Cucino il Territorio”, ha preparato e fatto degustare “Il Territorio nel Piatto”.

Domenica ore 17:30, un altro validissimo Chef, Francesco Francalacci, titolare, insieme a Sandra Casarosa, del RistoranteL’Enoteca” a Marina di Pisa, ha preparato e fatto assaggiare, con il supporto del Sous-chef Filippo Nardi, “Pane di cereali croccante, falda di peperone con sopra gambero biondo crudo, soffiato di gorgonzola e fiore di zafferano”, poi, successivamente, anche il “Canestrello di salame Toscano con mousse di gorgonzola”.

Domenica ore 18:20, come chiusura degli Eventi collaterali, il vulcanico e preparatissimo Chef Pisano Lorenzo Giglioli ha cucinato una nuova ricetta appositamente studiata per l’occasione, “Risotto alla Toscana Sapori” (nomen omen), un riso, cotto in acqua di pecorino, con chiocciole e porri, paté di chiocciole,  polvere di rapa, polvere di aglio nero e mela verde.

Tutti gli Chef hanno usato per e loro preparazioni i prodotti delle Aziende presenti alla Manifestazione.

Agli Show-cooking hanno partecipato, come ospiti, personaggi illustri del settore: le conosciutissime Giornaliste Roberta Capanni e Nadia Fondelli, che hanno presentato il loro appassionante LibroDonne del Vino in Toscana”, il mitico Chef/scrittore Paolo Ciolli che ha presentato alcuni dei suoi famosi Libri di Cucina e lo Chef Lorenzo Giglioli che ha raccontato le sue coinvolgenti esperienze fatte all’estero.

Tutti gli Show-cooking sono stati presentati e condotti dal sottoscritto, Giorgio Dracopulos Critico Enogastronomico Internazionale e Scrittore.

La Sesta Edizione di “Banchi di Gusto”, per l’occasione ribattezzata “Banchi e Cucina di Gusto 2017”, è stata una due giorni di grande successo, che ha trovato conferma nel grande afflusso di visitatori interessati e partecipi, una due giorni ricca di Gusto e di Eventi dedicata alle pregiate “Eccellenza Enogastronomiche Pisane”.




Le "Logge di Banchi"

Il Programma 

Dracopulos, Perondi, Mozzachiodi, Souza

Chef Robert Mozzachiodi - Filetto di Manzo......

Montuori, Capanni, Fondelli, Dracopulos, Koshiro

Chef Gerolamo Montuori - Carbonara Scomposta

Chef Gerolamo Montuori - Vellutata di Zucca......

Carmine Iovine e Giorgio Dracopulos

Chef Carmine Iovine - Penne Rigate alla Pisana

Daniele Fagiolini e Giorgio Dracopulos

Chef Daniele Fagiolini - Il Territorio nel Piatto

Francalacci, Dracopulos, Ciolli, Nardi

Chef Francesco Francalacci - Pane di Cereali......

Chef Francesco Francalacci - Canestrello di Salame

Lorenzo Giglioli e Giorgio Dracopulos

Chef Lorenzo Giglioli - Risotto alla Toscana Sapori

Una Vista Parziale del Pubblico

A "Banchi di Gusto" non mancava nulla......